Percorso Torre Nasparo

Torre Nasparo, Tiggiano (LE)

Tempo di camminoicona-distanza-percorso

T

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3 h 30 m
5,5 km circa
Facile
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T

3 h 30 m
5,5 km circa

Percorso naturalistico circolare

Località Torre Nasparo – Tiggiano (Le)

Livello di difficoltà turistico.

La torre segna un percorso ad anello, anche ciclabile e provvisto di segnaletica, caratterizzato da vecchi pascoli e oliveti, con specie vegetali da ambiente arido, boschetti, querce vallonee, carrubi. Il tratto costiero, tra i più suggestivi, mostra eleganti specie vegetali adattate alle rocce, come il delicato fiordaliso salentino e il garofano selvatico.

Coordinate del Punto di inizio

Lat 39.901180
Lon 18.391160

Mappa Google

Descrizione

Il Luogo

Livello di difficoltà T turistico.
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Strapiombi di Torre Nasparo

Dal belvedere intorno alla torre, nelle giornate limpide, il faro della Palacìa e perfino le montagne albanesi sembrano a due passi. Sulla destra si intravedono Othonoi e Mathraki, le prime isole greche.

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Albania

Litoranea

Intorno alla litoranea le pareti rocciose sono colonizzate dalle straordinarie vegetazioni rupicole di fiordalisi, campanule e garofani. Da piccole pieghe di terra grandi ombrelli di euforbia, mirto e lentisco addolciscono il paesaggio con morbide curve.

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Mirto con euforbia

Orchidee

Anni di diserbo e coltura intensiva hanno ridotto drasticamente gli spazi vitali per erbe e vegetazione spontanea, nucleo di biodiversità.

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Ofride pugliese

Qui troviamo ancora prati incolti fioriti e tante specie spontanee molto rare, come le orchidee, di cui possiamo osservare nel corso dell’anno ogni fase di crescita, dalla rosetta basale all’ovario colmo di spore da spargere al vento.

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Serapide lingua

Si dice che le orchidee assumano forme, colori e odori idonei ad attrarre e ingannare arrapatissimi insetti che le scambiano per femmine della loro specie, ma molto più disponibili della media.

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Siedo un attimo

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Ofride Fusca

Per quanto possa sembrare incredibile, per riprodursi questi vegetali hanno ritenuto più conveniente spostare la propria attenzione verso il mondo animale. Anzichè aspettare che i fiorellini si decidessero al fatidico primo passo, si sono lanciati in estemporanee e fantasiose imitazioni di prosperose vespette ricolme di ogni buona volontà. Come risultato da febbraio a maggio inoltrato prati e sottoboschi sono gremiti da iperattive coppie di fatto costituite da pelosi maschietti alati che passano il tempo a pseudo copulare con avvenenti e ingannevoli sirene ammaliatrici.

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Dal gruppo informe escono i primi fantasmini alla base della complicata infiorescenza. Conoscendo le strane abitudini delle nostre orchidee, mi chiedo chi vogliano sedurre con queste enigmatiche forme e ammalianti profumi … Ma solo se ti stendi sull’erba accanto a lei puoi avvertire quell’odore incredibile che diffonde.

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Orchidea Lattea

Nonostante l’evidente (ma sarà vera?) eterogenia non si può negare che i risultati ci siano, rappresentati da innumerevoli ovari ricolmi da infiniti pseudo semi ciascuno pronto a dar vita a nuove incredibili storie…

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Ovario

Verdure selvatiche

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Glasto tra papaveri

Intorno a noi campi coltivati e incolti abbondano di verdure selvatiche commestibili. Raccolta e utilizzo si sono affinati nel tempo, provenendo dalle antiche culture che hanno animato il territorio. Queste conoscenze, legate alla tradizione orale contadina, rischiano ora di disperdersi con essa.

Le donne che lavoravano i campi a fine giornata si dedicavano alla raccolta, anche per aver qualcosa da scambiare con altri prodotti. Erano loro a diffondere conoscenze e ricette che contribuivano a consolidare l’attività al di fuori della cerchia contadina.
Sono erbe dal sapore a volte amarognolo ma stuzzicante e saporito, con proprietà depurative e diuretiche. La Misticanza è un’emblema della gastronomia salentina, con varianti stagionali e territoriali che arricchiscono ogni pietanza dei colori locali.
Tra le più ricercate per sapori e profumi, zanguni, finocchio, carota selvatica, cicoriella, romice e papaverina. Gli ultimi due, in proporzione che bilanci l’acre del papavero con l’acidulo del romice, insieme a un pugno di olive nere concorrono a un piatto tipico spettacolare: la fritta.

Flora

Avvicinandoci al mare aumentano i tratti incolti ove osservare interessanti fioriture in quasi tutti i mesi dell’anno. Il Salento, al confine tra areale europeo e mediorientale, ospita molte specie comuni ad entrambi, dette trans adriatiche.

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La flora spontanea risulta particolarmente ricca e varia nonostante l’agricoltura intensiva e l’elevata antropizzazione. E questo per la grande mutevolezza delle condizioni ambientali, che offrono habitat ben differenziati anche se vicini.
I particolari microclimi favoriscono lo sviluppo di nuove specie meglio adattate alle esigenze locali, dette endemiche. Tra queste, oltre al fiordaliso salentino, molto appariscenti la campanula versicolor, l’alisso di Leuca, il garofano salentino.

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